Un recente report di Friends of Europe racconta le ansie e aspettative dei giovani europei in un continente che invecchia: lavoro stabile, accesso alla casa, pensioni sostenibili, sicurezza sociale. Bisogni essenziali e concreti, spesso vissuti con incertezza e disincanto. Che non c’è modo di riuscire a soddisfare se restano una somma di garanzie materiali. Il dialogo parte da questo contesto e dai risultati di questo sondaggio per interrogare il ruolo della cultura come spazio di senso e appartenenza. Negli anni Settanta, mentre Milan Kundera attraversava l’Europa e dalla Repubblica Cecoslovacca si trasferiva in Francia, gli scrittori e gli intellettuali incarnavano un’idea di Europa come destino culturale inevitabile prima ancora che progetto economico. Oggi, in un ecosistema mediatico frammentato e in società più disilluse, che responsabilità hanno artisti, curatori, e politiche culturali per “fare l’Europa”? Come può la cultura – andando oltre il soddisfacimento dei bisogni – restituire immaginazione collettiva ai giovani di tutto un continente? E quanto singoli luoghi e città possono diventare "geografie della ripartenza"?
Con Nicolas Ballario, Linda Di Pietro e Florence Noiville.
Intervento introduttivo di Davide Sofia.
Modera Alessandro Fusacchia.
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