Un viaggio emozionale e cognitivo attraverso i sentimenti più profondi che animano l’esperienza umana. La seconda edizione del Festival ha esplorato le dinamiche del meravigliarsi, dello stupore di fronte all’immensità e alla varietà del mondo che ci circonda, e dello spavento che a volte ne deriva e che va affrontato con lucidità perché possa trasformarsi in una potente forza esistenziale.

Il tema dell’edizione 2024, “Vivere la meraviglia. Tra stupore e spavento”, è stato un invito a dialoghi, confronti e idee per un’avventura condivisa, capace di incoraggiare a guardare il presente con occhi nuovi e a riscoprire il senso di stupore che spesso, nel trambusto quotidiano, tendiamo a dimenticare o a sovrastare con la routine.
Da questa prospettiva, lo stupore non è solo una reazione emotiva, ma un invito a guardare attraverso, a interrogarsi su ciò che non ci era ancora apparso sufficientemente familiare e a riconoscere l’unicità, il portento e la bellezza nascosti nelle pieghe dell’ordinario. La meraviglia non come miraggio, ma come presenza nel nostro quotidiano.
Dalla stessa prospettiva, lo spavento per tutto ciò che oggi ci invade, nelle doppia direzione: di non riuscire a portare fuori nel mondo le nostre più profonde preoccupazioni personali; e dall’altro nel non capire come fare i conti con l’invasione della nostra personalità da parte dei fatti del mondo, spesso in significativo e costante peggioramento.
Su queste premesse si è sviluppato il confronto tra i relatori e le relatrici del Festival: artisti e artiste, scienziati e scienziate, scrittori e scrittrici e intellettuali di ogni tipo, insieme a personalità dell’economia e dell’impresa, che hanno condiviso le proprie esperienze e visioni su come la meraviglia – e quindi lo stupore e lo spavento – abbiano influenzato il loro lavoro e la loro vita e in definitiva il loro modo di stare nella società.
Tra i diversi ambiti di confronto, nel dialogo sul mondo digitale e sulle trasformazioni tecnologiche temi di riflessione sono stati le nuove forme di relazione e di comunicazione e l'intelligenza artificiale. Nel confronto sul mondo reale il Festival ha dato spazio a temi che attraversano la vita quotidiana e il dibattito pubblico.

Lo sguardo si è poi allargato alle grandi sfide del futuro e della conoscenza con l’astronauta Samantha Cristoforetti e lo scienziato Stefano Mancuso, insieme ad altre figure impegnate nei campi della scienza, dell’ambiente e dell’innovazione, in un dialogo continuo tra saperi e discipline. A completare il quadro, scrittrici e giornaliste come Donatella Di Pietrantonio e Daria Bignardi hanno contribuito a restituire la complessità delle trasformazioni culturali e sociali in atto.
Tra i momenti più significativi, il concerto conclusivo del 23 settembre al Teatro Municipale di Piacenza ha visto la partecipazione di Amii Stewart e Alessandro Quarta con l’Orchestra Farnesiana e le formazioni corali del territorio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’evento ha rappresentato un dialogo tra repertori classici e contemporanei, fino a una prima esecuzione assoluta dedicata a Giacomo Puccini, in pieno spirito festivaliero.


Novità di questa edizione è il Premio Internazionale Pensare Contemporaneo, istituito dai promotori del Festival. Si tratta di un riconoscimento assegnato a una personalità di rilievo che grazie agli studi, le opere e la divulgazione ha saputo influenzare in maniera significativa a livello internazionale il pensiero e la visione sulla società contemporanea. Il premio sarà conferito al filosofo e docente sudcoreano Byung-chul Han, per la sua acuta analisi della società contemporanea e la sua capacità di mettere in luce le contraddizioni e le sfide del nostro tempo, offrendo riflessioni originali e profonde sul vivere nell’era digitale.
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