Un’ambivalenza che nasconde una possibilità: quando una vita svelata diventa una vita che si svela? Come l’esposizione può diventare occasione di rivelazione? Il Festival ha voluto abitare questa tensione, esplorando il punto di rovesciamento in cui la vulnerabilità diventa potenza, e dove l’essere stati scoperti si trasforma in scoprirsi.

Il tema della terza edizione è “Vite Svelate. Esporsi/Scoprirsi”, che si è posta in continuità l'edizione precendente, Vivere la Meraviglia, con un movimento che va dallo stupore alla scoperta, dal mondo alla vita.
Il tema ha avuto l’obiettivo di accompagnare il pubblico dalla contemplazione del mondo all’introspezione individuale e collettiva, invitando a riflettere sulla vulnerabilità come condizione costitutiva dell’essere umano, non come un elemento da sanare, ma come un possibile varco verso nuove forme di consapevolezza, cura e resistenza.
L’esposizione diventa così non solo ferita, ma anche apertura, spazio di scoperta: verso l’altro, verso nuove forme di narrazione, verso modalità inedite di abitare il presente.
Dialoghi, confronti e idee per comprendere che le Vite Svelate sono le vite che vengono trovate, portate alla luce, mostrate, ma anche quelle vite che sono esse stesse scoperte, esposte, vulnerabili, senza protezione.


Il Festival ha raccolto questa sfida portando a Piacenza voci tra le più stimolanti della cultura contemporanea e mantenendo un sempre più urgente focus generazionale: nel corpo e nella mente dei più giovani si manifesta in modo acuto una stanchezza esistenziale, figlia di un tempo che richiede efficienza ma non offre ascolto, questo disagio non è un sintomo da sanare, ma una voce da cui partire per immaginare nuove forme di consapevolezza, cura e resistenza.
Per la terza edizione, il Festival ha inoltre confermato alcuni partenariati strategici, tra cui quello con il Forum Disuguaglianze e Diversità, con l’obiettivo di sviluppare appuntamenti congiunti dedicati anche ai temi europei e al dialogo tra istituzioni e università.
La musica ha inaugurato il Festival del Pensare Contemporaneo con i concerti filosofici in piazza Cavalli, che hanno visto le esibizioni di N.A.I.P., Nayt, Anna Castiglia, Giulia Mei, Francesco Bianconi dei Baustelle ed Emma Nolde. “Vite Svelate” è poi proseguito fino a domenica 14 settembre, con il gran finale al Teatro Municipale di Piacenza che ha visto il ritorno del violinista e compositore Alessandro Quarta con lo spettacolo The five elements.
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Il vincitore del Premio Internazionale Pensare Contemporaneo 2025 è stato lo scrittore cileno Benjamín Labatut. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato all'autore di "Quando abbiamo smesso di capire il mondo" durante la cerimonia di chiusura della terza edizione del festival (tenutasi a Piacenza dall'11 al 14 settembre 2025). La consegna del premio si è svolta domenica 14 settembre presso Palazzo Gotico, seguita da un'intervista di Alessandro Fusacchia all'ospite internazionale.









