Dal rotolo di Kerouac al cut-up di Burroughs, dal respiro di Ginsberg al jazz di Ferlinghetti e Corso: i Beat inventarono tecniche artigianali per liberare la scrittura e trasformarla in improvvisazione. Nel 1955, mentre a San Francisco nasceva la Beat Generation, Herbert Simon, Allen Newell e Cliff Shaw mettevano a punto il primo programma di intelligenza artificiale. Settant’anni dopo, i due percorsi si incontrano: i modelli linguistici scrivono, suggeriscono, combinano e partecipano al processo creativo. Emanuele Bevilacqua e Alex Braga attraversano parole, musica e algoritmi per capire come sta cambiando il lavoro creativo. Convinti che, “prima di sterminarci tutti”, la tecnologia ci aiuterà ancora una volta ad ampliare la creatività e a trovare nuove forme di libertà.
Insieme al racconto e a brevi letture, ci saranno improvvisazioni musicali dal vivo con l’intelligenza artificiale sui ritmi di quell’epoca.