«La mappa non è il territorio»: per nessuna terra questo vale come per la Palestina. Regione-ponte tra continenti, corridoio obbligato dalla preistoria a oggi, è stata disegnata migliaia di volte, e ogni volta chi teneva la matita ci ha aggiunto qualcosa di suo: desideri, tradizioni, un credo, a volte l'arroganza. In Mappe di Palestina. Una controgeografia per la pace (Bollati Boringhieri) Matteo Meschiari, scrittore e antropologo che insegna Geografia all'Università di Palermo, decostruisce quaranta di quelle carte con lo sguardo del geografo, ricordandoci che dietro e davanti ogni mappa ci sono sempre persone piene di sogni e di angosce. Con lui Alba Nabulsi, giornalista ed educatrice italo-palestinese, autrice di Lessico palestinese , che dalla genealogia delle donne della sua famiglia - esilio, diaspora, attraversamenti negati - ha ricavato uno strumento per smontare lo sguardo occidentale; e Valerio Nicolosi, reporter che ha raccontato dal campo Gaza e i fronti dove guerra e crisi ambientale si sovrappongono. Tre modi di guardare la stessa terra: la carta, la lingua, i corpi di chi la abita. Perché una linea tracciata su un foglio, prima o poi, diventa la vita di qualcuno.
Modera Veronica Fernandes