«Ogni poesia implora un respiro che la dica». La poesia di Mariangela Gualtieri nasce dalla pagina e insieme dalla voce, dal teatro, dal respiro che la attraversa e la rende materia sonora, “incanto fonico”. Da sempre, la sua scrittura cerca nella parola detta una forma ulteriore di presenza, costruendo un «mondo orale aurale» riconoscibile e irripetibile.
Da Fuoco centrale a Bello mondo, fino a Ruvido Umano, la sua opera (con il Teatro Valdoca) interroga il ritmo, l’ascolto, il sacro, e la dimensione terrestre dell’animale umano «Che cosa diremo a quelli che nascono ora?Che scusa troviamo per questo disastro umano?». C’è splendore in ogni cosa è un incontro tra Mariangela Gualtieri e il poeta Giorgiomaria Cornelio intorno a una delle esperienze poetiche più singolari della scena italiana contemporanea: una poesia che chiede un corpo, una voce per compiersi - per celebrare il mistero del mondo.