Quando un figlio entra nell'adolescenza, la tentazione degli adulti è aspettare che passi, come se fosse una tempesta da superare in fretta per ritrovare il ragazzino di prima. Da quegli anni, però, si esce trasformati, perché è proprio attraversandoli, mentre il corpo cambia e le vecchie certezze si sfaldano, che una persona comincia a diventare se stessa. Molto di ciò che gli adolescenti non riescono a dire finisce nel modo in cui mangiano, dormono o si feriscono: è la sofferenza che non parla, al centro del nuovo libro di Michela Marzano, La sofferenza che non parla. Adolescenti, adulti e il coraggio dell'ascolto (Laterza, in libreria dal 18 settembre). Prendersi cura di loro comincia allora meno dallo spiegare come si sta al mondo e più dall'imparare ad ascoltarli anche quando tacciono. È in quell'ascolto che, sotto la fatica e lo smarrimento, si vede brillare qualcosa che chiede soltanto di essere riconosciuto.