Dialogo tra Domenico Brancale, Jonny Costantino e Tanino Liberatore.
Il corpo non è più l’ostacolo che separa il pensiero da se stesso, ciò che il pensiero deve superare per arrivare a pensare. Al contrario è ciò in cui affonda e deve affondare, per raggiungere l’impensato cioè la vita». Questo pensiero di Gilles Deleuze è un viatico ideale al dialogo fra tre artisti che amano giocare col fuoco e hanno fatto del corpo un fulcro della rispettiva avventura creativa. Poeta che non s’è mai sentito al sicuro dentro la parola, Domenico Brancale cerca nella voce e nei versi, denudandoli e spaccandoli, la verifica di un corpo indomito e insonne. Cineasta e scrittore, Jonny Costantino indaga con oltranza, nel cinema come nella scrittura, le febbri e le fami di una carne con gli occhi sgranati sull’abisso. E poi c’è Tanino Liberatore, «il Michelangelo del fumetto» secondo Frank Zappa, i cui corpi sessuati e politicamente scorretti sprizzano desiderio e immanenza dal minimo segno.