Dialogo tra Andrea Colamedici e Francesco Pacifico.
«La donna femminista è un meteorite caduto sul mondo: spalanca nella testa dell’uomo due universi paralleli governati da leggi inconciliabili tra loro. Chi sceglie la via della reazione conosce la portata distruttiva dell’esplosione femminista. Chi sceglie la via della rivoluzione sa che l’esplosione è un reset che ci indica un mondo nuovo. Ma chi crea questo mondo nuovo? La donna, e noi dobbiamo farci da parte come esseri obsoleti? Gli uomini devono esprimersi sul femminismo? E possono farlo nella coppia, o in un’istituzione che dobbiamo ancora creare?».
In un monologo – scandalizzato, euforizzato, balbettante, eccitato, frastornato – Francesco Pacifico dice che la coppia non è il posto dove succedono le cose. La cornice conservatrice funzionale si è rotta e sembra inquadrare un cumulo di macerie. È tempo di ricostruire. O per creare il futuro dobbiamo ancora distruggere qualcosa?
Raccontando il mondo patriarcale che comincia a cedere alla forza femminista, Pacifico parte da Carla Lonzi per proporre l’unico ruolo possibile dell’uomo nella lotta femminista: nessuno.