Lectio di Jacopo Veneziani.
Tra il 1626 e il 1627, il Guercino arriva a Piacenza per affrescare la cupola della Cattedrale. È all’apice della sua carriera: le grandi dinastie italiane e le corti d’Europa lo cercano, attratte dalla sua capacità di unire talento e spirito imprenditoriale.
Quattro secoli dopo, il suo nome conserva intatto il fascino di allora. È tra i maestri del Seicento più amati e celebrati, eppure, a differenza del “maledetto” Caravaggio, non deve la sua fama a una vita burrascosa, ma alla forza comunicativa della sua pittura: un linguaggio diretto, sincero e vibrante, capace di parlare al cuore di chi guarda. Goethe stesso, durante il suo celebre viaggio in Italia, deviò il percorso per fermarsi a Cento e rendere omaggio alla città natale di un artista tanto potente quanto autentico.
Questa conferenza proverà a svelare i segreti di un successo senza tempo: cosa rende la pittura del Guercino così irresistibile, capace di parlare oggi con la stessa intensità di ieri?