Da un’idea e con la moderazione di Chiara Messori.
In dialogo con Giulio Costa, Lina Fortunato e Silvia Ortelli.
Con la performance artistica di Fabiola Filace.
Immagina di essere immerso in una stanza di specchi deformanti. Abbassa lo sguardo, verso di te. Tu, sei tu. Ma nessuno ti vede. Tutti sono inesorabilmente attratti e respinti da quelle immagini deformate, la testa così grande, il busto sottile, storto e piegato. E nessuno si rapporta a te per come sei davvero. Come possiamo quindi riconoscerci nella consapevolezza delle nostre fragilità? Quanto rischiamo di perdere? Attraverso lo sguardo della psicologia e dell’espressione artistica esploreremo il bisogno umano di riconoscerci nella condivisione e nella reciprocità. Vogliamo provare? Vogliamo entrare in una stanza deformante? Un laboratorio, un gioco. Siamo pronti?